lunedì 28 gennaio 2013

Storie di ologrammi, di tachicardia e di Vajont. Ecco a voi Cloud Atlas.


Siamo tutti legati ai nostri nonni. E ai nostri nipoti. Lungo tutta l’eternità.
È questo il messaggio che ricaviamo da Cloud Atlas, il film di questa puntata.


La pellicola
Uscito da poco tempo in Italia, è diretto dai fratelli Watchosky e da Tom Tykwer. I primi due non hanno certo bisogno di presentazioni, essendo i registri della trilogia di Matrix. Tykwer  è invece un regista tedesco, novello del genere fantascientifico, ma non per questo di minore importanza (è il regista del famoso film “Profumo: Storia di un Assassino”).

In questa pellicola troviamo sei storie intrecciate tra di loro che formano un grande affresco dell’umanità attraverso la storia passata e futura.  Durante la narrazione emergono i collegamenti tra i vari personaggi, trasportando lo spettatore verso il messaggio di fondo,  che viene recitato dal clone Sonmi~451 durante le scene finali del film:

«La nostra vita non è nostra. Da grembo a tomba siamo legati ad altri. Passati e presenti da ogni crimine e ogni gentilezza generiamo il nostro futuro.»

Foto di famiglia!
Cloud Atlas vs realtà
Tuttavia, caro lettore,a nessuno interessa leggere una critica cinematografica in questo momento. Vediamo quindi come si comporterà l’imparziale scure delle leggi fisiche nei confronti di questa storia.
I nostri numerosi eroi seguono queste leggi? Oppure se ne infischiano?

Diciamo subito che si trovano pochi errori palesi sotto questo punto di vista. La storia è in gran parte ambientata all’interno di ambienti chiusi e le poche scene all’aperto focalizzano l’attenzione sui personaggi, lasciando in secondo piano  le “mirabolanti invenzioni del futuro”.
Focalizziamo la nostra attenzione sulla storia ambientata nel 2144 a Neo Seoul, che segue le gesta del l’artificio Sonmi~451 (da quello che si capisce, “artificio” è una parola fantasiosa per dire “clone”). Essa vive, assieme alle altre sue compagne-artifici, in un avveniristico deposito appositamente studiato e tutte assieme vengono  fatte lavorare in un futuristico e colorato fast-food. Qui di fatto vengono schiavizzate e sono costrette a subire continui soprusi da parte del proprietario e dagli stessi clienti. Stufa di queste angherie, la protagonista tenta perciò la fuga ed incontra il ribelle Hae-Joo Chang, che le fornisce aiuto e riparo nel suo appartamento.

Sonmi~451: un clone e le sue difficoltà cardiache
Nella abitazione di Hae-Joo assistiamo alla romantica scena in cui Sonmi~451 ascolta il battito cardiaco del suo salvatore, affascinata dal fatto che il cuore degli umani vada più lento di quello dei cloni.
Tump...tump...
L’idea di clone tuttavia, implica una similitudine con l’essere umano. Sappiamo tutti quant’è importante controllare il proprio cuore, e ogni medico saprà che un battito cardiaco troppo alto causa tachicardia. Questa malattia dovrebbe causare in Sonmi~451 diversi sintomi, tra i quali confusione, dolore al petto e senso di svogliatezza o di debolezza. Secondo voi l’artificio risente di alcuni di questi? Neanche uno. È così attiva che riesce a fare “all’amore” con il compagno di venture.

La Neo Seoul non è il Vajont 
La polizia però non si arrende: riesce a risalire all’appartamento del rivoluzionario e a ricatturare Sonmi. La liberazione arriva subito dopo, quando Hae-Joo si infiltra tra le guardie e libera il clone ancora una volta. Durante quest’ultima fuga, i due entrano in un tunnel di vetro sottomarino, subito seguiti da alcuni veicoli della polizia.
La situazione è drammatica, sembra non abbiano via di scampo. Ecco però il colpo di genio del ribelle: lanciare una bomba sulle pareti per inondare la galleria. Improvvisamente una enorme massa d’acqua si riversa all’interno travolgendo i poliziotti.
Evidentemente i registi non hanno mai avuto a che fare con grandi masse d’acqua che si spostano. Quando accadono cose del genere, c’è un forte spostamento d’aria che anticipa l’ondata. Lo sanno bene i (purtroppo pochi) sopravissuti al disastro del Vajont, nel 1963. A causa della tracimazione dell’acqua dalla diga, la sera del 9 ottobre una grande massa d’aria si abbattè sulle case rompendo finestre e spostando anche i mobili più pesanti. Ovviamente i personaggi non sentono neanche una leggera brezza primaverile, quando in realtà dovrebbero essere trascinati via dalla massa d’aria. Si precipitano sani e salvi all’interno di una tubazione di salvataggio e hanno anche il tempo di dare un ultimo sguardo all’onda prima di chiudere il portello. 
Signori, questo è Hollywood.

 Tanti piccoli atti di fede
 Tutto il resto segue le leggi di Madre Natura? Certo che no, ma le altre eccezioni non la disturbano eccessivamente.

Quello che ci viene richiesto è di credere in alcuni semplici fatti:
  •          La Corea del Sud in futuro abolirà le strade, optando per l’utilizzo di magici tappeti di energia che si snoderanno  tra i palazzi a migliaia di metri d’altezza. Questi  fenomenali tapis-roulant sosterranno tutti i veicoli tranne quelli della polizia in caduta libera.
  •           Imprecisati dischi luminosi sostituiranno definitivamente le ruote nei prossimi secoli.
  •           I computer verranno attivati tramite un disco magico levitante.
  •           In un futuro post-apocalittico le corde saranno auto gonfianti: passeranno dallo spessore di pochi millimetri ad alcuni centimetri una volta ancorate ad una roccia.
  •           Verranno costruiti computer indistruttibili, che continueranno  a funzionare perfettamente anche dopo a una  lunga esposizione a polvere e umidità.
  •           Gli sciamani che nasceranno dopo l’apocalisse cambieranno il colore della loro iride a piacimento.
  •      Le trasmissioni radio inviate dalle parabole saranno colorate.


Ologrammi, la grande promessa dell’umanità
A ben guardare gli ologrammi sono disseminati lungo tutta la storia.
Nel fast-food della Seoul del 2144, le pareti e i pavimenti sono costituite da freddo cemento armato, ma dopo l’accensione di alcuni ologrammi la faccenda cambia radicalmente. I primi si trasformano in una superficie d’acqua su cui i passi dei clienti provocano onde circolari, simili a quelle prodotte da un sasso lanciato in uno stagno. Le pareti invece diventano uno scorcio di cielo, con tanto di nuvole in stile fumetto. Anche l’appartamento in cui i due passano la loro notte d’amore è inizialmente grigio e più simile ad una prigione. E anche qui l’accensione di un ologramma permette di sostituire questo “grigiume” con una rilassante casetta zen in mezzo al bosco.
Benvenuti al Mc Donald's del futuro


Ora sorge spontaneo chiederci: ma sarà mai possibile che queste apparecchiature acquistino un ruolo così dominante nella nostra vita?

Non solo sono possibili, ma sono già realtà. E probabilmente a molti sarà capitato di vederle.
Sono costituite da un proiettore montato su un soffitto e un sensore di movimento. Il primo proietta l'immagine, ad esempio uno specchio d’acqua, su un pavimento, mentre il sensore riconosce il piede di chi calpesta l’immagine e comunica, tramite un computer, con il proiettore in modo che faccia apparire i cerchi.
Esistono molte aziende che vendono questi dispositivi. La Microdata Sistemi, un’azienda italiana, garantisce che questa apparecchiatura può essere vostra a 3450€. L’unica differenza è che questi ultimi sono proiettori e non ologrammi, ma il risultato è praticamente  lo stesso.

Ok, per i pavimenti e le pareti potrebbe andare bene un semplice proiettore, ma questi  utilizzano gli ologrammi al posto di computer portatili. Non è troppo fantasioso?

 Forse potrebbe essere avveniristico, non fantasioso. Va detto che gli ologrammi sono stati inventati nel 1947 dal fisico ungherese Dennis Gabor e si basano unicamente sull’interferenza di due raggi laser provenienti dalla stessa sorgente. Sotto la voce “ologrammi” rientrano inoltre moltissimi altri dispositivi,  molti di più di quelli che Hollywood ci presenta. Due infatti sono le principali tipologie:

  •           Si parla di ologrammi a riflessione quando la luce necessaria alla loro riproduzione è posta dallo stesso lato dell’osservatore. L’immagine con questo metodo appare all’interno del supporto. È un procedimento molto usato nelle carte di credito o nei passaporti. Possiamo vederne un esempio sulla batteria del nostro telefono cellulare. Avete mai notato che le mani di quel logo della Nokia sembrano tridimensionali?
Non ditemi che non ve ne eravate accorti...


  •           Si parla invece di ologrammi a  trasmissione quando l’immagine si forma nel lato opposto a quello della sorgente, dando l’impressione che fluttui nell’aria. Grazie a questa applicazione possiamo rappresentare qualunque oggetto, monitor compresi. Attualmente siamo tuttavia vincolati dal alcuni limiti: le immagini che si creano sono visibili da angolazioni ristrette e non possono essere più grandi di un’ottantina di centimetri, ma le ricerche in questo campo proseguono.



C’è possibilità che queste “immagini tridimensionali fluttuanti” siano anche interattive?
Certamente sì. Ed è più concreta di quello che immaginiamo.
Tutti abbiamo sentito parlare del modulo Kinect per la consolle X-Box 360. Questo strumento è in grado di mappare la nostra figura, rendendoci dei controller viventi. Se esso fosse collegato ad un computer, niente ci impedirebbe di muovere il cursore sullo schermo semplicemente muovendo la mano. E se questo elaboratore fosse incaricato di proiettare degli ologrammi, sarebbe possibile muovere un cursore in tre dimensioni su un desktop olografico.

Contenti?

Se ciò non vi bastasse posso dire che potreste anche sentire al tatto la freccetta del cursore, quando la spostate.
Nel 2009 un team di ricerca della Tokyo University ha infatti dichiarato di essere riuscito a creare l’”ologramma tattile”. Come si vede dal video , bastano due emettitori di ultrasuoni che incrocino i loro raggi in un punto. All’incrocio si svilupperà una leggera forza che potrebbe essere percepita come una  resistenza.  Basterà allora posizionare il punto di incontro sulla nostra mano, per avere la sensazione che la freccetta abbia una massa che si oppone allo spostamento. Nel filmato gli emettitori sono solo due, ma aumentandone il numero è possibile simulare intere superfici.



Niente di nuovo sotto il sole, quindi. Sebbene più rudimentali rispetto a quelli del film, gli ologrammi sono tra noi già da qualche decennio.

Il domandone finale
Infine, come al solito,  facciamoci il domandone finale.
Nella realtà i nostri eroi avrebbero compiuto la loro missione? Oppure avrebbero concluso i loro giorni in una ingloriosa pozza di sangue?

La risposta, almeno per le storie ambientate in un futuro, è ancora una volta no. Nella nostra analisi abbiamo visto che, sebbene alcuni aspetti della loro “vita futura” siano addirittura già tra noi, Sonmi~451 e il suo compare sarebbero stati travolti da uno spostamento d'aria nel tunnel. Avrebbero finito lì i loro giorni e Sonmi non avrebbe mai pronunciato il suo commovente dicorso.
 Ancora una volta l’industria cinematografica ha tolto i suoi personaggi da una realtà plausibile solo per lo stupore del pubblico. Tutto questo per un «Wow!»dello spettatore.

Peccato, per un soffio.



2 commenti:

  1. Il Touchable Holography è veramente spettacolare.
    Da quello che ho capito sarebbe possibile ad esempio anche "ologrammare" un pallone da calcio e avere la sensazione di colpirlo quando lo si calcia.

    Mi guarderò invece Cloud Atlas per ritrovare le "imprecisioni" fisiche descritte.
    Sonmi-451, affetta da tachicardia cronaca, difficile anche avrebbe potuto sopravvivere alla cavalcata della valchiria col bel Hae-Joo Chang.

    Vivissimi complimenti per il blog!

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  2. Grazie Nobuo!
    La cosa più divertente è che una tra le applicazioni maggiormente attese del Touchable Holography è l'Olopornografia...robe da matti!

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